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Cafone
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mwawmwbaCafone è un termine usato per definire una persona dai modi mwbqincivili e rozzi. In origine il termine definiva un mwbgcontadino dell'mwbwItalia meridionale e non aveva un'accezione negativa, successivamente è stato mwcatraslato verso il significato odierno.cite-ref-1[1]

Contents

Note

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Etimologia

L'origine del termine non è sicura; molti dizionari (come lo mweaZingarelli) la danno per sconosciuta.

Il mwegmwewDevoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana riprende l'ipotesi avanzata per primo da Carlo Salvioni e accettata sia da Alberto Nocentini ne l'Etimologico che dal mwfqLEI, che il sostantivo mwfgcafone derivi dal verbo mwfwcavare nel senso di «scavare, zappare, rivoltare la terra». Il suffisso mwga-one, come in altri sostantivi deverbali quali mwgqchiacchierone, beone, mangione, brontolone, sgobbone, ecc., denota il ripetersi continuato fino all'eccesso dell'attività sostanziata nel verbo. Il passaggio fonetico da mwgg/v/ a mwgw/f/ è del resto ben documentato nell'Italia meridionale.cite-ref-2[2]

Questa proposta etimologica appare al giorno d'oggi estremamente probabile per non dire sicura. Tuttavia, nel corso del tempo, sono state proposte varie spiegazioni alternative, tuttora popolari in rete ma per lo più prive fondamento metodologico. Ad esempio, è popolare la seguente interpretazione: nell'entroterra della mwiqprovincia di Terra di Lavoro ovverosia nel mwigbasso Lazio, intorno al mwiw1400, quando nei comuni del mwjafrusinate o della mwjqPianura campana arrivavano gli abitanti dei villaggi montani delle zone adiacenti, con delle funi arrotolate intorno alla spalla o alla vita, per acquistare il bestiame nelle fiere, questi venivano identificati dagli abitanti locali come quelli mwjgcu 'a fune, cioè «con la fune». Secondo un'altra tradizione, quando le nobili famiglie napoletane avevano la necessità di traslocare, chiamavano mwjwchille cu 'a fune, ovvero la ditta di trasloco che con funi e carrucole passava il mobilio dai piani al terreno, poi sempre «câ fune» (con la corda) assicuravano il tutto ai carri. Data la bassa scolarità del personale, mwkachille cu 'a fune si trasforma in mwkqchille cafune (da cui poi, per mwkgretroformazione, il singolare mwkwcafone) e in italiano corrente mwlaquei cafoni. Sempre in tema di derivazione napoletana, il termine mwlqcafone trarrebbe origine dall'espressione utilizzata per indicare gli abitanti delle campagne che, in occasione degli affollati mercati cittadini, arrivavano tenendosi legati mwlgcu 'a fune, «con la fune», per non perdersi l'un l'altro. Tuttavia, in napoletano antico, l'articolo determinativo era mwlwla (come tuttora in alcune zone dell'Irpinia) e il passaggio per mwmaaferesi alla variante mwmqmwmg'a si sarebbe avuto solo a cavallo tra la fine del mwmwXIX secolo e l'inizio del mwnaXX secolo. Ciò rende quest'ipotesi estremamente improbabile e non gode di credito presso gli studiosi di mwnqetimologia.

Altre ipotesi parlano di una derivazione dal latino mwnwcabōne(m) (da mwoacabō, mwoqcabōnis, «mwogcavallo mwowcastrato») oppure dal nome di un mwpacenturione romano di nome mwpqCafone (in latino mwpgCafō, Cafōnis). Due anni dopo la morte di mwpwCesare (15 marzo 44 a.C.), venne dedotta in mwqaBenevento (42 a.C.) una colonia di veterani che aveva combattuto col dittatore un po' dovunque, dalla Gallia, alla Bretagna, nella Spagna, in Grecia ed in Egitto. La deduzione fu voluta da Antonio collega del consolato di Cesare e ora rivale del suo erede Ottaviano e fu guidata da mwqqLucio Munazio Planco che si orientò verso Ottaviano quando gli eventi si volsero propizi a quest'ultimo. Fra gli invitati a distribuire i nuovi lotti nell'agro pubblico del Sannio e della Campania, operò un rozzo centurione di nome mwqgCafo che s'insediò con i suoi nel territorio di mwqwCapua dove prese a spadroneggiare; e dovettero apparire rozzi e villani a quei campani che conservavano la luce di una vetusta civiltà e il culto per l'eloquenza, la poesia, la musica e il canto. mwraCafōnes furono i seguaci di Cafone e il nome penetrato nell'uso popolare si diffuse nelle altre località del Mezzogiorno, dov'è adoperato per indicare persone poco use alla vita cittadina, ma soprattutto di modi inurbani e rozzi.cite-ref-3[3]

Un altro studioso dà l'origine dal mwsggreco mwswκακόφωνος mwtakakófonos «colui che parla male» per via della scarsa cultura dei contadini.cite-ref-4[4] Così anche nel "Vocabolario napolitano-toscano" di Raffaele d'Ambra, citato agli inizi del XX secolo dal Panzini.cite-ref-5[5]

Secondo una controversa analisi linguistica di Giovanni Semerano, il termine mwvgcafone, al pari del greco mwvwκάπη mwwakápē «greppia, mangiatoia», si chiarisce con mwwqaccadico mwwgqabû «stalla» e accadico mwwwenu, sumero mwxaen «signore». Trasparente il significato: «signore della stalla»; «padrone di greggi, armenti», così come in mwxqlatino mwxgpecus, pecoris «pecora» e mwxwpecu, pecūs «bestiame» da cui mwyapecunia «denaro, ricchezza». In tale veste, mwyqcafone, in cui è avvenuto lo scambio di labiale mwygf < mwywb, richiama l'accadico mwzaqabûm «comandante, che dà ordini». Il significato, traslato, di persona sgarbata, rozza, arrogante, inurbana, trae origine dal tono burbero, ruvido, brusco, severo, con il quale il mwzqcafone dà voce e comunica con i suoi animali. Tuttavia, vista la solida base latina di tutti i dialetti italiani, quest'ipotesi è analogamente assai improbabile.

Letteratura

Questa parola è stata usata spesso da mwaaIgnazio Silone nei suoi romanzi, laddove con mwaqcafone egli indicava il contadino ingenuo, appena possibile cattivo, ma più facilmente beffato a sua insaputa. Silone s'illudeva che un giorno il significato di cafone avrebbe avuto una valenza positiva, motivata dal cambiamento in meglio del cafone. Tale cambiamento è mancato, e dare del cafone a una persona continua a voler indicare quella persona come di basso intelletto e bassi istinti oppure dalle maniere rozze e scurrili, indipendentemente dallo status economico che la persona possiede.

Note

cite-note-11. citereftreccani-cafonemwcgmwcwCafóne, in mwdaTreccani.it – mwdqVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. mweqmwegmwewSull’origine di cafone (con qualche osservazione e consiglio a proposito delle etimologie in rete), su mwfaConsulenza Linguistica, mwfqAccademia della Crusca, 15 dicembre 2017. mwfgURL consultato il 13 maggio 2025.
cite-note-33. mwggmwgwIndro Montanelli, mwhaStoria di Roma, collana mwhqmwhgBiblioteca Universale Rizzoli, mwhwRizzoli, 2011, mwiaISBNmwiq 9788817050197.
cite-note-44. mwjgLuigi Casale, mwjwmwkaPillole di cultura: Cafone, su mwkqLibero Ricercatore, 4 febbraio 2014. mwkgURL consultato il 13 maggio 2025 mwkw(archiviato dall'mwlaurl originale il 14 gennaio 2025).
cite-note-55. mwmaAlfredo Panzini, mwmqmwmgs.v. "Cafone" in "Dizionario moderno. C.", su mwmwit.wikisource.org, Ulrico Hoepli, 1905. mwnaURL consultato l'11 luglio 2025.

Bibliografia

1. mwoaAlfredo Zazo, mwoqCuriosità storiche beneventane, Benevento, De Martini, 1976.
2. mwowGiovanni Semerano, mwpaLe origini della cultura europea. Rivelazioni della linguistica storica, vol.mwpq I, Firenze, mwpgLeo S. Olschki, 1984, pp.mwpw 157mwqa emwqq 692, ISBN 9788822232540.
3. mwraGiovanni Semerano, mwrqLe origini della cultura europea. Dizionari etimologici. Basi semitiche delle lingue indeuropee, vol.mwrg II, n.mwrw Imwsa emwsq II, Firenze, mwsgLeo S. Olschki, 1994, ISBN 9788822242334.

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